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In questa sezione l'Avvocato Saverio Bartoli, esperto di Trust e di atti di destinazione, approfondisce numerose questioni legate a questi istituti, compresi gli atti di destinazione ex art.2645-ter cc ed i contratti di affidamento fiduciario

Vi troverai una periodica rassegna delle questioni più importanti, nonché gli ultimi aggiornamenti normativi e giurisprudenziali, iscriviti ora


Debiti del Trust: quando il Trustee rischia di pagare di tasca propria

La gestione dei beni in trust da parte del Trustee è spesso fonte di debiti. Si pensi, per esempio, al caso del trustee che abbia appaltato ad un terzo i lavori di ristrutturazione di un immobile in trust o a quello delle spese condominiali). È dunque di fondamentale importanza comprendere se il trust che si intende istituire espone o meno il Trustee al rischio di doverli pagare di tasca propria invece che impiegando il patrimonio in trust.
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Trust e imposta di donazione: il mutato orientamento della cassazione richiede un intervento sui trusts già stipulati?

Con la recente sentenza numero 22754/2019 del 12/9/2019 (avente ad oggetto un trust familiare autodichiarato) la Corte di Cassazione conferma il suo più recente orientamento per cui, in caso di istituzione di trust, l'imposta di donazione deve essere applicata non già immediatamente (come invece pretende l’amministrazione finanziaria: cfr Circolare n°3/E del 22/1/2008), ma al momento del trasferimento dei beni ai beneficiari finali (e tale discorso viene esteso dalla pronunzia all’applicazione delle imposte proporzionali di registro ed ipocatastale).
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Trust autodichiarato: è ammissibile?

Il trust autodichiarato esercita una forte attrattiva perché il disponente, assumendo altresì il ruolo di trustee e limitandosi, dunque, a creare un vincolo di destinazione sui propri beni, evita di doverli trasferire ad un terzo. Occorre però tener in debito conto il fatto che, se tale tipologia di trust è pacificamente ammessa negli ordinamenti di common law, non altrettanto può affermarsi con riguardo al nostro ordinamento.
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Trust e beneficiari: mai "fare i conti senza l'oste"…

Accade molto spesso di aver a che fare con un trust stipulato senza la partecipazione dei beneficiari. Sottovalutare tale aspetto può, però, dar luogo a problemi non trascurabili, sui quali il professionista dovrebbe riflettere in modo adeguato. Nell’atto istitutivo di trust, infatti, il disponente detta un programma destinatorio che sarà eseguito dal trustee nell’interesse dei beneficiari ma costoro, per le ragioni più varie, potrebbero non essere affatto interessati a partecipare a tale programma.
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Trust testamentario: una buona idea?

Quando si parla di trust, accade spesso che l’attenzione del disponente si focalizzi sul trust testamentario. Questa opzione, infatti, tende ad esercitare una potente attrattiva sul disponente, il quale in tal modo evita la costituzione di un trust con atto fra vivi (sia esso autodichiarato o prevedente il trasferimento dei beni ad un trustee terzo) e la conseguente perdita della libera titolarità dei propri beni mentre egli è ancora in vita.
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Trust testamentario e divieto di rendite successive

Nel precedente approfondimento si è avuto modo di vedere come, ove si istituisca un trust testamentario, non sia chiaro se il trustee ivi nominato sia o meno un erede del disponente, con possibili conseguenze dirompenti dal punto di vista sia civile che fiscale. Non è questa, però, la sola ragione per la quale la scelta di un trust testamentario dev’essere attentamente ponderata. Valga questo esempio: Tizio, anziano e facoltoso imprenditore, è coniugato con Caia e dalla loro unione è nato Sempronio.
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Trust testamentario: peso vietato sulla legittima?

L'istituzione di un trust testamentario a favore di soggetti legittimari del disponente dev’essere attentamente ponderata, non potendosi trascurare la presenza, nel nostro ordinamento, di una norma come l'art.549 cc. Valga l'esempio che segue. Tizio, vedovo ed ormai molto anziano, è proprietario di due immobili di pari valore e di notevole pregio artistico.
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Lo scioglimento anticipato del trust

Ci si sente spesso chiedere se è possibile (e con quali modalità) lo scioglimento anticipato del trust. La risposta è affermativa, ma occorre procedere con estrema cautela dal punto di vista sia civilistico che fiscale. Lo scioglimento anticipato del trust è possibile, in primo luogo, per iniziativa unilaterale del disponente, il quale provvede alla sua revoca.
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