Trust Testamentario: una Buona Idea?

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Trust Testamentario: una Buona Idea?

Quando si parla di Trust, accade spesso che l’attenzione del disponente si focalizzi sul Trust Testamentario .

Questa opzione, infatti, tende ad esercitare una potente attrattiva sul disponente, il quale in tal modo evita la costituzione di un trust con atto fra vivi (sia esso autodichiarato o prevedente il trasferimento dei beni ad un trustee terzo) e la conseguente perdita della libera titolarità dei propri beni mentre egli è ancora in vita.

Ancora oggi, tuttavia, la scelta di un trust mortis causa testamentario comporta l’insorgere di numerosi problemi, che troppo spesso vengono trascurati dagli operatori e che dovrebbero, piuttosto, indurre a privilegiare l’opzione per il trust stipulato con atto fra vivi.

In primo luogo, infatti, non è affatto chiaro quale sia il ruolo ricoperto dal Trustee nominato nel Testamento.

Una prima ricostruzione, la quale imposta la sua analisi partendo dalle categorie concettuali tradizionali del nostro diritto successorio, afferma che il trustee al quale il de cuius abbia attribuito la totalità dell’asse ereditario ovvero una sua quota indivisa debba esser qualificato come erede, mentre quello destinatario di uno o più beni determinati sia un legatario.

Una seconda ricostruzione, invece, sostiene che l’attribuzione mortis causa effettuata dal disponente al trustee non è assimilabile né all’istituzione d’erede né al legato gravati da obbligazioni testamentarie che ne esauriscono il valore, così dovendo esser qualificata come attribuzione mortis causa sui generis introdotta nel nostro ordinamento dalla legge 16 ottobre 1989 n°364, recante la ratifica della Convenzione de L’Aja.

La scelta dell’una o dell’altra tesi, lungi dall’avere riflessi solo di tipo scientifico, ha notevoli implicazioni pratiche.

Dal punto di vista civilistico, ad esempio, appare infatti evidente che l’eventuale attribuzione al trustee della qualità di erede implica la sua soggezione al pagamento dei debiti ereditari, circostanza questa che, per varie ragioni, rischia di precludere il concreto perseguimento delle finalità del trust. 

Dal punto di vista fiscale, inoltre, va segnalato che la prima delle due tesi sopra esposte è stata sposata da Comm.Trib.Reg.Venezia 5 luglio 2017, la quale ha affermato che il trustee testamentario risponde, in solido “con il trust” (rectius: con i beni in trust), dell’imposta sulle successioni.

La seconda delle due tesi suddette è stata, invece, seguita da Comm.Trib.Prov.Treviso del 22 febbraio 2016, la quale afferma che il trustee, non essendo né erede né legatario del de cuius-disponente, non risponde dell’imposta sulle successioni.

Fine del primo approfondimento sul trust testamentario, clicca qui per un secondo approfondimento...

Avv.Saverio Bartoli, Firenze

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