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Trust e atto di destinazione nelle successioni e donazioni

Trust e atto di destinazione nelle successioni e donazioni

di Saverio Bartoli, Daniele Muritano, Carmine Romano – Cendon, 2014

L'opera analizza in modo approfondito il rapporto fra due istituti similari ma nonesattamente sovrapponibili - il c.d. trust "interno" regolato da un diritto straniero e l'atto di destinazione previsto dall'art.2645-ter c.c.- e le nostre norme interne, sia civilistiche che fiscali, dettate in tema di successioni mortis causa e di donazioni. Il volume, utile strumento sia per lo studioso che per il professionista, dopo un capitolo introduttivo, si occupa delle ipotesi in cui tali istituti trovino la loro fonte in un atto liberale fra vivi ovvero in un testamento; del rapporto fra essi ed il sistema normativo posto a presidio dei diritti dei legittimari; del loro possibile utilizzo in combinazione con il patto di famiglia di cui agli artt.768-bis e segg., nonché delle relazioni con le norme in tema di collazione. Conclude l'opera l'esame delle imposte indirette applicabili ai due istituti.

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SOMMARIO


CAPITOLO PRIMO


CONSIDERAZIONI GENERALI
(di Saverio Bartoli)
1. Premessa
2. Le principali questioni in tema di trust interno
2.1 Il trust interno
2.2 Il trust “statico” o “autodichiarato”
2.3 La pubblicità nei registri immobiliari
3. Le principali questioni in tema di atto di destinazione ex art.2645-ter cc
3.1 Se l’art.2645-ter c.c. preveda un nuovo istituto giuridico ovvero sia solo una norma sulla pubblicita`
3.2 L’atto di destinazione testamentario (rinvio)
3.3 La struttura dell’atto e la natura del diritto del beneficiario
3.3.1 L’atto di destinazione prevedente, analogamente a quanto accade in tema di trust, un trasferimento dei beni destinati dal disponente ad un terzo gestore
3.3.2 Se l’atto di destinazione abbia quale fonte un negozio unilaterale o un contratto; la natura della situazione proprietaria del gestore dei beni vincolati
3.3.2.1. Premessa
3.3.2.2. Ipotesi di negozio di destinazione autodichiarato
3.3.2.3 Ipotesi di negozio di destinazione prevedente un trasferimento dei beni ad un terzo gestore
3.3.3 La natura reale o obbligatoria della posizione giuridica del beneficiario
3.3.3.1. Premessa
3.3.3.2 La tesi della natura reale
3.3.3.3 La tesi della natura obbligatoria
3.3.3.4 Valutazioni critiche e tesi proposta
3.4 L’oggetto dell’atto di destinazione
3.5 La nozione di “interesse meritevole di tutela”
3.6 Se siano ammissibili solo beneficiari di reddito ovvero anche beneficiari finali
3.7 L’opponibilità dell’atto di destinazione
3.7.1 Conflitto fra beneficiari e creditori generali, nonché fra beneficiari ed aventi causa dal disponente
3.7.2 Conflitto fra beneficiari di distinti atti di destinazione
3.7.3 Conflitto fra beneficiari ed avente causa dal gestore che dispone del bene destinato in violazione della destinazione
3.8 La natura della separazione patrimoniale prodotta dall’atto di destinazione


CAPITOLO SECONDO


IL TRUST E L’ATTO DI DESTINAZIONE LIBERALI INTER VIVOS
§ 1: di Saverio Bartoli
§ 4 di Saverio Bartoli e Daniele Muritano
§§ 2-3 e 5-9 di Daniele Muritano
§ 10-14 di Carmine Romano
1. Questione se sia configurabile una causa del negozio non già liberale, bensì ‘‘familiare-assistenziale’’
2. La forma del trust e dell’atto di destinazione liberale inter vivos
2.1 Ipotesi di trust liberale inter vivos
2.2 Ipotesi di atto di destinazione liberale inter vivos
3. Trust o atto di destinazione liberale inter vivos e donazione obnuziale
4. Trust o atto di destinazione discrezionale inter vivos e principio di personalità della volizione liberale
4.1 Premessa
4.2 La genesi e l’ambito di applicazione del divieto contenuto nell’art.778 cc
4.3 Se l’art.778 cc sia o meno applicabile alle liberalità indirette attuate mediante trust o atto di destinazione
5. Trust, atto di destinazione e capacità di donare
5.1 Premessa
5.2 Ipotesi in cui il negozio preveda beneficiari ulteriori rispetto all’incapace-disponente
5.2.1 Se siano applicabili le norme sulla capacità a donare
5.2.2 Le singole ipotesi di incapacità del disponente
5.2.2.1 Il disponente minore soggetto alla legale rappresentanza dei genitori
5.2.2.2 Il disponente minore emancipato
5.2.2.3 Il disponente inabilitato
5.2.2.4 Il disponente interdetto
5.2.2.5 Il disponente beneficiario di amministrazione di sostegno
6. Trust o atto di destinazione liberale inter vivos con beneficiari nascituri e capacità di ricevere per donazione
7. Trust o atto di destinazione liberale inter vivos e divieto di donazione di beni futuri
7.1 Premessa
7.2 Ipotesi in cui i beni attribuiti ai beneficiari non coincidono con quelli originariamente vincolati dal disponente
7.3 Ipotesi in cui l’oggetto iniziale del trust o atto di destinazione è costituito da beni futuri
8. Trust o atto di destinazione liberale inter vivos e riserva di disporre
8.1 Considerazioni generali
8.2 La “riserva di disporre” nel trust o atto di destinazione
9. Trust o atto di destinazione liberale inter vivos e patto di riversibilità
10. Trust, atto di destinazione liberale inter vivos e modus
10.1 La previsione di una disposizione modale nell’atto costitutivo di trust liberale inter vivos
10.2 Ipotesi di atto di destinazione liberale inter vivos
11. Trust, atto di destinazione liberale inter vivos e sostituzione fedecommissaria
11.1 Ipotesi di trust liberale inter vivos
11.2 Ipotesi di atto di destinazione liberale inter vivos
12. Trust, atto di destinazione liberale inter vivos e disposizioni in ordine successivo
13. Trust, atto di destinazione liberale inter vivos e garanzia per evizione
14. Trust, atto di destinazione liberale inter vivos e revocazione per ingratitudine o per sopravvenienza di figli


CAPITOLO TERZO


IL TRUST E L’ATTO DI DESTINAZIONE TESTAMENTARI
(di Carmine Romano)
1. Il problema della natura dell’attribuzione mortis causa al trustee o gestore ed al beneficiario
1.1 Ipotesi di trust testamentario
1.2 Ipotesi di atto di destinazione testamentario
2. La forma del negozio
2.1 L’ipotesi del trust testamentario: la volontà testamentaria del disponente tra i principi in materia di trust (“le tre certezze”) e quelli di diritto successorio (la “personalità della volizione liberale”).
2.2. La forma della scheda testamentaria nella costituzione di vincolo di destinazione ex art. 2645 ter c.c.-.
3. La situazione dell’asse prima dell’accettazione del trustee o gestore: rapporti con i poteri del chiamato, del curatore dell’eredità giacente e dell’erede
4. La mancata accettazione dell’incarico da parte del trustee o gestore e l’inapplicabilità delle norme in tema di rinunzia all’eredita’, nonché degli istituti della trasmissione del diritto di accettare l’eredità, della sostituzione ordinaria, della rappresentazione e dell’accrescimento 
5. Trust, atto di destinazione testamentario e petizione di eredità
6.Trust, atto di destinazione e divieto dei patti successori
6.1 Premessa
6.2 Analisi dei negozi alla luce del divieto dei patti successori
6.3 (segue) Il caso in cui il disponente si riservi la facoltà di revoca o modifica del beneficiario fino al momento della propria morte
6.4 (segue) Il Totten trust e la fattispecie di atto di destinazione ad esso assimilabile
7. Trust, atto di destinazione e capacita’ di disporre per testamento 
8. Trust, atto di destinazione e capacita’ di ricevere per testamento
8.1 I soggetti nascituri
8.2 Il soggetto beneficiario di amministrazione di sostegno
8.3 Altre ipotesi
9. Trust, atto di destinazione ed indegnità a succedere al disponente
10. Le implicazioni sugli istituti oggetto di indagine del divieto di testamento congiuntivo o reciproco.
11. Trust, atto di destinazione testamentario e divieti di sostituzione fedecommissaria, di usufrutti successivi e di rendite successive
11.1 Il divieto di sostituzione fedecommissaria
11.2 Il divieto di usufrutti successivi
11.3 Il divieto di rendite successive
12. Trustee, gestore ed esecutore testamentario
13. Disposizioni beneficiarie sottoposte a condizione o a termine ovvero in favore di nascituri
14. Revocazione del trust o atto di destinazione testamentario


CAPITOLO QUARTO


TRUST, ATTO DI DESTINAZIONE E TUTELA DEI LEGITTIMARI
(di Saverio Bartoli)
1. Premessa
2. Questioni in tema di calcolo delle quote di legittima in presenza di più legittimari superstiti
2.1 Ipotesi in cui taluno dei legittimari non accetta l’eredità
2.2 Ipotesi in cui taluno dei legittimari è destinatario di un legato sostitutivo di legittima e decide di accettarlo
3. Questioni in tema di tutela del peculiare diritto di legittima spettante, ex art.540 secondo comma cc, al coniuge superstite
4. Il divieto di pesi e condizioni sulla legittima
4.1 Considerazioni generali
4.2 Trust, atto di destinazione e divieto ex art.549 cc
5. Trust, atto di destinazione e “cautela sociniana”
6. Trust, atto di destinazione e legato in conto di legittima
7. Trust, atto di destinazione e legato in sostituzione di legittima
8. Trust, atto di destinazione e modalità di calcolo della legittima
8.1 Considerazioni generali
8.2 In particolare: il problema dell’oggetto della liberalità indiretta in caso di trust o atto di destinazione liberale inter vivos
8.3 In particolare: il problema dell’assoggettabilità o meno a riunione fittizia delle liberalità aventi fonte in un patto di famiglia posto in essere in combinazione con un trust o atto di destinazione inter vivos (rinvio)
8.4 L'ordine in cui si deve procedere alla riduzione delle disposizioni lesive della legittima
8.4.1 La riduzione delle attribuzioni mortis causa
8.4.2 La riduzione delle liberalità inter vivos
8.5 In particolare: il problema dell’assoggettabilità o meno a riduzione delle liberalità aventi fonte in un patto di famiglia posto in essere in combinazione con un trust o atto di destinazione inter vivos (rinvio) 
9. Il problema della legittimazione passiva rispetto all’azione di riduzione in presenza di un trust o di un atto di destinazione liberale
10. I presupposti per l’esercizio dell’azione di riduzione
11. Gli effetti dell’azione di riduzione
11.1 Considerazioni generali: azione di riduzione ed azione di restituzione
11.2 (segue) L’azione di restituzione nei confronti del beneficiario della disposizione lesiva ridotta
11.3 (segue) L’azione di restituzione nei confronti del terzo acquirente dal beneficiario della disposizione lesiva ridotta
11.4 (segue) L’azione di restituzione nel caso in cui sul bene oggetto della disposizione lesiva ridotta vi siano “pesi” o ipoteche
11.5 In particolare: il problema degli effetti dell’azione di riduzione nei confronti delle donazioni indirette atte a realizzare la cosiddetta “intestazione di beni a nome altrui”
11.6 Gli effetti dell’azione di riduzione di posizioni beneficiarie aventi fonte in un trust o atto di destinazione


CAPITOLO QUINTO


TRUST, ATTO DI DESTINAZIONE E PATTO DI FAMIGLIA
(di Daniele Muritano)
1.Premessa
2. Le principali questioni interpretative
2.1 I profili soggettivi e oggettivi
2.2 La struttura del negozio
3. Trust, atto di destinazione e patto di famiglia
3.1 Considerazioni preliminari
3.2 La questione dell’attribuzione delle partecipazioni sociali o dell’azienda in forma “indiretta”
3.3 Il possibile contenuto del negozio
3.4 Riunione fittizia e collazione
3.5 Azione di riduzione (rinvio)
CAPITOLO SESTO
TRUST, ATTO DI DESTINAZIONE LIBERALE E COLLAZIONE
(di Saverio Bartoli)
1. Nozione, fondamento, natura giuridica e presupposti della collazione; la dispensa da collazione
2. In particolare: l’oggetto della collazione
3. La collazione volontaria
CAPITOLO SETTIMO
PROFILI FISCALI: TRUST, ATTO DI DESTINAZIONE LIBERALE ED IMPOSTE INDIRETTE
(di Daniele Muritano)
1. Trust liberale ed imposte indirette
2. Atto di destinazione liberale ed imposte indirette

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