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Il Trust

Il Trust

di Saverio Bartoli, Giuffré - 2001

L'opera si compone di tre parti: nella prima viene esaminato il trust nell'ordinamento inglese; la seconda si occupa del trust nel nostro ordinamento e si articola in quattro capitoli (dedicati, rispettivamente, al raffronto fra trust e taluni tradizionali istituti civilistici, alla Convenzione dell'Aja del 1° luglio 1985 ratificata dall'Italia con legge 364/1989, a tutta la giurisprudenza italiana edita in tema di trust dalla fine del secolo XIX ad oggi e alle problematiche di interesse notarile); la terza parte contiene una ricca serie di materiali, in buona parte inediti, attestanti la crescente rilevanza dei trusts (in particolare dei trusts cosiddetti "interni") nella nostra prassi.

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INDICE SOMMARIO

 

PARTE PRIMA

IL TRUST NEL DIRITTO INGLESE

CAPITOLO I

CENNI SULLA STORIA DEL DIRITTO E SULLA STRUTTURA DELL’ORDINAMENTO GIUDIZIARIO INGLESI

Guida bibliografica

1. Cenni sulla storia del diritto inglese

1.1 Il periodo anglosassone

1.2 La conquista normanna

1.2.1 Accentramento dell’amministrazione, con particolare riferimento all’amministrazione della giustizia

1.2.2 Progressivo ampliamento della giurisdizione regia; inconvenienti di detta giurisdizione

1.3 L’affermarsi della giurisdizione di equity

1.4 L’età delle grandi riforme giudiziarie (rinvio)

2. Cenni sulla struttura dell’ordinamento giudiziario inglese

 

CAPITOLO II

CENNI SULLA LAW OF PROPERTY NEL DIRITTO INGLESE

Guida bibliografica

1. Premessa

2. La law of property medievale

2.1 La free tenure

2.1.1 Considerazioni generali e nozione

2.1.2 Durata del diritto del free tenant: fee simple, life estate e fee tail

2.1.3 Incidents della free tenure

2.1.4 Il subinfeudamento ed i suoi inconvenienti per il lord; lo Statute quia emptores

2.1.5 Le tappe storiche del definitivo declino della free tenure

2.2 La unfree tenure

2.3 Giurisdizione sulla unfree tenure e sulla free tenure

2.4 Il leasehold

2.5 Real property e personal property; real actions e personal actions

3. La moderna law of property

3.1 Considerazioni generali

3.2 La riforma del 1925

3.2.1 Le due tassative ipotesi di legal estates

3.2.2 I legalinterests ed i legalchargesinland ovvero over land

3.2.3 Gli equitable interests

 

CAPITOLO III

LE ORIGINI DEL TRUST

Guida bibliografica

1. Le esigenze pratiche sottese alla nascita del trust

2. La pratica dello use

3. Atteggiamento ostile allo use da parte delle corti di common law

4. Intervento della giurisdizione di equity a tutela dello use

5. Nuova reazione della common law: lo Statute of Uses

6. Interpretazione restrittiva dello Statute of Uses da parte del Cancelliere; nuova pratica dello use upon a use

7. Lo use upon a use nell’interpretazione delle corti di common law e di equity; definitivo riconoscimento della figura da parte di queste ultime nel 1634

8. Dallo use al trust

9. Le origini del trust “statico”

 

CAPITOLO IV

CENNI RELATIVI ALLE MASSIME DELL’EQUITY ED AI PROVVEDIMENTI GIUDIZIARI FONDATI SU DI ESSE

Guida bibliografica

1. Considerazioni generali

2. Le massime dell’equity

3. Injunction e decree of specific performance

 

CAPITOLO V

CONSIDERAZIONI GENERALI IN TEMA DI TRUST

Guida bibliografica

1. Etimologia del vocabolo “trust”

2. Caratteristiche generali del trust

2.1 Premessa

2.2 Schema generale

2.3 Considerazioni aggiuntive rispetto allo schema generale

2.3.1 Rispetto all’oggetto del trust

2.3.2 Rispetto alla figura del disponente

2.3.3 Rispetto alla figura del trustee

2.3.4 Rispetto alla figura dei beneficiari

2.3.5 Rispetto al negozio dispositivo

3. La questione se al diritto del beneficiario di un trust debba attribuirsi natura reale ovvero personale

3.1 Considerazioni generali

3.2 Cenni sullo stato del dibattito nell’ordinamento inglese

3.3 I termini della questione nel nostro ordinamento

3.3.1 La tesi della doppia proprietà ovvero del diritto reale “atipico”

3.3.2 La ormai dominante (e preferibile) tesi per la quale il diritto del beneficiario del trust, pur essendo opponibile ai terzi, è di natura obbligatoria

3.3.3 La isolata tesi per la quale il beneficiario del trust è titolare di un’aspettativa giuridica

3.4 La sentenza Webb c. Webb della Corte di Giustizia CE

4. La definizione di “trust”

 

CAPITOLO VI

LE FONTI DEL TRUST

Guida bibliografica

1. Trusts espressamente istituiti

1.1 Il negozio istitutivo e la sua natura unilaterale

1.1.1 Considerazioni generali

1.1.2 Ragioni dell’unilateralità dell’atto istitutivo

1.1.2.1 Assenza di un’azione generale at law per i casi di inadempimento contrattuale all’epoca del primo manifestarsi dei trusts; natura meramente risarcitoria dell’azione generale nata in epoca successiva

1.1.2.2 Concezione limitativa dell’accordo vincolante (contract)

1.1.2.3 Il principio della privity of contract

1.1.2.4 Conclusioni

1.2 Gratuità ed onerosità dell’atto istitutivo; sua causa

1.3 Il negozio dispositivo

1.4 Conclusioni sull’unilateralità del trust negoziale

1.5 Rilevanza pratica della distinzione fra negozio istitutivo e negozio dispositivo

1.6 La cosiddetta promessa o contratto preliminare di trust

2. Trusts non espressamente istituiti

2.1 Considerazioni generali

2.2 L’implied trust

2.3 Il constructive trust

2.4 Il resulting trust

2.5 Precisazione di metodo

2.6 Ipotesi di constructive trusts

2.6.1 Utilizzazione della propria posizione lato sensu fiduciaria per il conseguimento di vantaggi personali

2.6.2 Acquisto di un bene del trust alienato dal trustee con

breach of trust

2.6.3 Knowing assistance ovvero knowing receipt rispetto al breach of trust

2.6.4 Il trustee di fatto

2.6.5 Compravendita immobiliare nel periodo compreso fra l’estate contract e la conveyance

2.6.6 Donazione si praemoriar priva dei requisiti formali previsti at law

2.6.7 Proventi di un illecito penale

2.6.8 Ricezione di pagamenti non dovuti

2.6.9 Timore reverenziale ed undue influence

2.6.10 Induzione del de cuius a regolare la successione in un certo modo

2.6.11 Accordo per la redazione dei rispettivi testamenti con un certo contenuto

2.6.12 Accordi verbali attributivi di diritti immobiliari allo alienante

2.6.13 Accordi verbali attributivi di diritti ad un soggetto estraneo all’alienazione

2.6.14 Accordi verbali relativi ad un equitable interest

2.6.15 Contributo alle spese di gestione di un immobile da parte del convivente

2.7 Ipotesi di resulting trusts

2.7.1 Carenze dell’atto istitutivo di trust

2.7.2 Il Quistclose trust

2.7.3 Pagamento, da parte di A, del prezzo necessario all’acquisto di un bene che viene intestato a B (ovvero cointe stato ad A e B)

2.7.4 Pagamento, da parte di A e di B, del prezzo necessario all’acquisto di un bene che viene intestato a B

2.8 Ipotesi di statutory trusts

 

CAPITOLO VII

IL TRUST ESPRESSAMENTE ISTITUITO IN PARTICOLARE

Guida bibliografica

1. Forma dell’atto istitutivo e dell’atto dispositivo

1.1 Nel trust istituito con atto inter vivos

1.1.1 Le regole previste at law in tema di forma

1.1.2 I correttivi alle regole previste at law imposti dalla equity

1.2 Nel trust testamentario

1.2.1 Nullità at law del trust testamentario nel caso in cui la volontà istitutiva del disponente non sia compiuta mente manifestata in un atto avente forma testamentaria

1.2.2 Il correttivo alla regola di cui al paragrafo precedente imposto dall’equity: il trust semisegreto

1.2.3 Nullità at law del trust testamentario nel caso in cui la scheda non contenga alcuna volontà istitutiva

1.2.4 Il correttivo alla regola di cui al paragrafo precedente imposto dall’equity: il trust segreto e la sua probabile natura di trust espressamente istituito inter vivos

1.2.5 Trust segreto, trust semisegreto ed art.627 cc

2. Forma della dichiarazione del trustee implicante accettazione o rifiuto dell’incarico

3. Forma dell’atto del beneficiario del trust volto a disporre dell’equitable interest

4. Invalidità dell’atto istitutivo del trust per cause diverse dai vizi formali

4.1 Minore età, incapacità legale o naturale, vizi del volere del disponente

4.2 Inadeguatezza o incompletezza della manifestazione di volontà istitutiva

4.2.1 Premessa

4.2.2 Volontà tesa in modo inequivoco all’istituzione di un trust

4.2.3 Indicazione del trustee

4.2.4 Individuazione dell’oggetto

4.2.5 Individuazione dei beneficiari

4.3 Violazione dell’ordine pubblico o del buon costume

4.3.1 La regola generale; la violazione della rule against perpetuities e della rule against accumulations in particolare

4.3.2 Trust contrastante con il buon costume

5. Conseguenze dell’invalidità del trust

6. Rimedi contro il trust istituito in pregiudizio di altri soggetti

6.1 Trust istituito in pregiudizio dei creditori

6.1.1 Azione revocatoria ordinaria

6.1.2 Azione revocatoria fallimentare

6.2 Trust istituito in pregiudizio del coniuge (o dell’ex coniuge)

e/o della prole: impugnativa ex sect.37 del Matrimonial Causes Act del 1973

6.3 Trust istituito in pregiudizio dei cosiddetti dependants

7. I limiti entro i quali è consentito al disponente il controllo sul trust

7.1 Considerazioni generali

7.2 Forme di controllo diretto

7.3 Forme di controllo indiretto

7.3.1 Il protector

7.3.2 La letter of wishes

7.4 Controllo illecito del disponente: lo sham trust

7.5 Il blind trust

8. L’ufficio del trustee

8.1 Gli obbighi del trustee

8.1.1 Il trustee come titolare di un ufficio di diritto privato

8.1.2 La diligenza richiesta

8.1.3 Obbligo di palesare determinate circostanze prima di assumere l’incarico

8.1.4 Obbligo di attenersi all’atto istitutivo; sue deroghe

8.1.5 Obbligo di imparzialità e suoi corollari

8.1.6 Obbligo di possedere i beni del trust, di custodirli, di non confonderli con i propri beni personali; obbligo di informazione e di rendiconto

8.1.7 Investimenti

8.1.8 Obbligo di distribuire i frutti ed i beni capitali del trust ai soggetti legittimati

8.1.9 Adempimento degli obblighi nell’ipotesi di pluralità di trustees

8.2 Alcuni particolari poteri del trustee

8.2.1 Power to allow maintenance of infants e power of advancement

8.2.2 Potere di delega

8.3 I diritti del trustee

8.3.1 Diritto al rimborso

8.3.2 Diritto al discarico da responsabilità al termine del proprio ufficio

8.3.3 Il compenso del trustee

8.4 Vicende relative all’ufficio di trustee

8.4.1 Accettazione e rifiuto dell’incarico (rinvio)

8.4.2 Dimissioni

8.4.3 Revoca

8.4.4 Morte

8.4.5 Nomina di nuovo trustee

8.4.6 Vesting del trust fund in capo al nuovo trustee

9. Responsabilità del trustee nei confronti del beneficiario e strumenti di tutela a disposizione di quest’ultimo

9.1 Il profilo dell’an debeatur

9.2 Esclusione o limitazione della responsabilità del trustee

9.3 Ipotesi di pluralità di trustees

9.4 Cenni relativi alla misura della responsabilità del trustee

9.5 Mezzi di tutela a disposizione del beneficiario in caso di breach of trust

9.5.1 Mezzi di tutela preventiva

9.5.2 Mezzi di tutela successiva

9.5.2.1 Il tracing di equity

9.5.2.1.1 Considerazioni generali

9.5.2.1.2 Differenze dal tracing di common law

9.5.2.1.3 Nozione di tracing equitativo

9.5.2.1.4 Cenni sui meccanismi di funzionamento del tracing esperito dal beneficiario di un trust

9.5.2.1.4.1 Considerazioni preliminari

9.5.2.1.4.2 Cenni in tema di opponibilità dei diritti immobiliari in diritto inglese

9.5.2.1.4.2.1 Situazione anteriore alla riforma del 1925

9.5.2.1.4.2.2 La riforma del 1925

9.5.2.1.4.2.3 Il fenomeno della settled land

9.5.2.1.4.2.3.1 Nozione di settlement e regime della settled land prima della riforma del 1925

9.5.2.1.4.2.3.2 La riforma del 1925

9.5.2.1.4.2.3.2.1 Considerazioni generali

9.5.2.1.4.2.3.2.2 Lo strict settlement

9.5.2.1.4.2.3.2.2.1 Lo strict settlement su un registered land

9.5.2.1.4.2.3.2.2.2 Lo strict settlement su registered land

9.5.2.1.4.2.3.2.3 Il trust for sale

9.5.2.1.4.2.3.2.3.1 Il trust for sale su unregistered land

9.5.2.1.4.2.3.2.3.2 Il trust for sale su registered land

9.5.2.1.4.2.4 Conflitto fra acquirente a titolo oneroso di un immobile ed equitable interest vantato dal beneficiario di un trust concernente detto immobile

9.5.2.1.4.2.5 Una chiara fattispecie di ovverriding interest opponibile

9.5.2.1.4.3 Modalità essenziali di funzionamento del tracing equitativo in tema di trust

9.5.2.1.4.3.1 Conflitto fra beneficiario del trust ed avente causa dal trustee “infedele”

9.5.2.1.4.3.2 Conflitto fra beneficiario del trust e subacquirente dall’avente causa dal trustee “infedele”

9.5.2.1.4.3.3 Ritorno del bene indebitamente alienato nel patrimonio del trustee “infedele”

9.5.2.1.4.3.4 Mixed funds

9.5.2.1.5 Termine di prescrizione

9.5.2.2 Azione generale risarcitoria

10. Tutela dei beneficiari del trust nei confronti dei creditori personali del trustee e nel caso di fallimento di quest’ultimo

11. Alcuni poteri dei beneficiari del trust

11.1 Potere dell’unico beneficiario (o della collettività dei beneficiari) di porre anticipatamente fine al trust

11.2 Potere di modificare il contenuto del trust

12. Particolari tipi di trusts espressamente istituiti

12.1 Trusts privi di beneficiari, con particolare riguardo ai charitable trusts

12.1.1 La regola generale fondata sul beneficiary principle

12.1.2 Eccezioni alla regola generale

12.1.2.1 I trusts anomali

12.1.2.2 I charitable trusts

12.1.2.3 Digressione relativa agli strumenti utilizzabili per il perseguimento di finalità caritatevoli nel diritto inglese

12.2 I discretionary trusts

12.3 I protective trusts

13. Il trust come strumento per evitare gli inconvenienti della successione mortis causa nel diritto inglese

13.1 Cenni sul funzionamento della successione mortis causa nel diritto inglese

13.2 Inconvenienti della successione mortis causa nel diritto inglese; ricorso al trust per la soluzione dei medesimi

14. Cenni in tema di agency e suo raffronto con il trust

14.1 Nozione di agency

14.2 Raffronto fra agency e trust

14.2.1 Considerazioni preliminari

14.2.2 Differenze

15. Cause di cessazione del trust

 

PARTE SECONDA

IL TRUST NELL’ORDINAMENTO CIVILISTICO ITALIANO

CAPITOLO I

RAFFRONTO FRA TRUST E VARI ISTITUTI DEL NOSTRO ORDINAMENTO CIVILISTICO

Guida bibliografica

1. Premessa

2. Trust e contratto a favore di terzo

2.1 Esteriore somiglianza fra i due istituti

2.2 Differenze fra i due istituti: la struttura del negozio e l’attribuzione al “terzo”

2.3 (segue) Differenze ulteriori

2.4 Contratto a favore di terzo e trust nel diritto inglese; contratto a favore di terzo, trust e divieto dei patti successori (rinvio)

3. Trust e fondo patrimoniale

3.1 Premessa

3.2 Le analogie

3.2.1 Distinguibilità fra negozio istitutivo e negozio dispositivo; configurabilità di un fondo patrimoniale “statico”; configurabilità di una costituzione sia a titolo oneroso che a titolo gratuito

3.2.2 Carattere unilaterale di talune ipotesi di negozio costitutivo

3.2.3 Presenza di un patrimonio separato affetto da un vincolo di destinazione opponibile ai terzi

3.2.4 Possibilità di conferire diritti diversi dal diritto di proprietà; configurabilità del fondo in termini non già di res, bensì di ricchezza rappresentata dalla medesima

3.2.5 Assenza di autorizzazioni giudiziali per l’attività di amministrazione; ipotesi in cui vi siano figli minorenni

3.3 Le diverse modalità di attribuzione dei beni alla cessazione del trust ovvero del fondo patrimoniale

3.4 Ragioni della preferibilità del trust rispetto al fondo patrimoniale

4. Trust e fondazione

4.1 Premessa; il necessario scopo di pubblica utilità

4.2 Le analogie

4.3 Le differenze

4.3.1 Il trust non è un soggetto di diritto; corollari

4.3.2 Diverso regime di revocabilità del negozio

4.3.3 Ulteriori differenze

5. Trust ed s.r.l. unipersonale

5.1 Premessa: s.r.l. unipersonale

5.2 Trust ed s.r.l. unipersonale: le analogie

5.3 Le differenze

5.3.1 Rinvio a tratti differenziali già evidenziati in sede di raffronto fra trust e fondazione

5.3.2 Profili attinenti al fenomeno della separazione patrimoniale

5.3.3 La revocabilità del negozio ed i controlli

5.4 Conclusioni

6. Trust e mandato

6.1 Premessa; le analogie

6.2 Le differenze

6.2.1 Natura giuridica; soggetto avente qualità di creditore nel rapporto obbligatorio nascente dal negozio; tipo di attività oggetto del negozio; gratuità e onerosità del negozio; pluralità di incaricati

6.2.2 Titolarità degli interessi e dei beni gestiti; soggetto nel la cui sfera si producono gli effetti dell’attività del gestore

6.2.2.1 Mandato con rappresentanza e trust

6.2.2.2 Mandato senza rappresentanza e trust

6.2.2.2.1 I principi generali in tema di mandato; il caso specifico del mandato ad alienare

6.2.2.2.2 (segue) Il caso specifico del mandato implicante acquisto di crediti o di beni mobili non registrati

6.2.2.2.3 Il trust

6.2.3 Opponibilità del negozio

6.2.3.1 Mandato non rappresentativo ad acquistare e trust

6.2.3.1.1 Opponibilità del mandato non rappresentativo ad acquistare

6.2.3.1.2 (segue) Limiti di tale opponibilità

6.2.3.1.3 Opponibilità del trust

6.2.3.2 Mandato non rappresentativo ad alienare e trust

6.2.4 Differenze ulteriori

7. Trust e negozio fiduciario

7.1 Premessa

7.2 Fiducia romanistica cum amico

7.2.1 Nozione

7.2.2 Interposizione reale e interposizione fittizia

7.2.3 Ammissibilità del negozio fiduciario; sua natura giuridica

7.3 Raffronto fra fiducia romanistica e trust

7.3.1 Le analogie; le differenze: natura giuridica del negozio ed attribuzione al “terzo”

7.3.2 (segue) La tesi tradizionale della rilevanza meramente obbligatoria dell’inadempienza del fiduciario

7.3.3 Spunti per la costruzione di un’opponibilità della fiducia

7.3.3.1 Trascrivibilità del pactum fiduciae; trascrivibilità della domanda giudiziale proposta dal fiduciante contro il fiduciario

7.3.3.2 Opponibilità della fiducia ad aventi causa e creditori del fiduciario

7.3.3.3 Opponibilità della fiducia al fallimento del fiduciario

7.3.3.4 Esperibilità nei confronti del fiduciario di una azione risarcitoria in forma specifica nonché dell’azione revocatoria

7.3.3.5 Opponibilità della fiducia dissimulata sotto le apparenze di una vendita (rinvio)

7.3.4 Opponibilità della fiducia romanistica ed opponibilità del trust

7.4 Fiducia romanistica cum creditore

7.5 Fiducia germanistica

7.5.1 Nozione

7.5.2 Opponibilità della fiducia germanistica

7.5.2.1 Opponibilità ai creditori ed al fallimento del fiduciario

7.5.2.2. Opponibilità agli aventi causa dal fiduciario

7.5.3 Opponibilità della fiducia germanistica ed opponibilità del trust

7.6 Cenni sulle società fiduciarie

7.6.1 Considerazioni generali

7.6.2 Opponibilità della posizione giuridica del cliente ai creditori della società fiduciaria

7.6.2.1 Il principio normativo

7.6.2.2.I limiti dell’opponibilità nel suo pratico estrinsecarsi

7.6.2.3 L’importante sentenza Cass.10031/1997

7.6.3 Analoghi fenomeni di opponibilità ex lege (rinvio)

7.7 Fiducia statica

7.7.1 Nozione

7.7.2 Talune applicazioni giurisprudenziali; loro critica

7.7.3 La fattispecie oggetto della sentenza Cass.6024/1993

7.7.4 Opponibilità della fiducia statica ed opponibilità del trust

8. Trust e negozi caratterizzati dalla traditio di un bene mobile con funzione lato sensu di garanzia

8.1 Trust e deposito con funzione di garanzia

8.1.1 Considerazioni generali; depositi sotto condizione sospensiva o a termine iniziale

8.1.2 Funzione e natura giuridica

8.1.3 Deposito nell’interesse del terzo (art.1773 cc)

8.1.4 Compito del depositario

8.1.5 Limiti operativi

8.1.5.1 Premessa

8.1.5.2 Deposito condizionato a favore di terzo

8.1.5.3 Deposito a termine iniziale a favore di terzo

8.1.5.4 Deposito anche nell’interesse del terzo

8.1.6 Preferibilità del ricorso al trust

8.1.6.1 Premessa: cenni sul deposito in garanzia nel diritto inglese (escrow ed escrow account)

8.1.6.1.1 Considerazioni generali

8.1.6.1.2 Realizzazione dell’escrow mediante agency ovvero mediante trust

8.1.6.1.3 L’escrow account (o trust account) in particolare

8.1.6.2 Ragioni della preferibilità dell’utilizzo del trust

8.1.6.2.1 Rispetto al deposito condizionato a favore di terzo

8.1.6.2.2 Rispetto al deposito a termine iniziale a favore di terzo

8.1.6.2.3 Rispetto al deposito anche nell’interesse del terzo

8.1.6.2.4 Ragioni ulteriori della preferibilità del trust

8.1.7 Deposito bancario effettuato dal trustee

8.2 Trust e caparra confirmatoria

8.2.1 Considerazioni generali sulla caparra

8.2.2 Limiti operativi

8.2.2.1 Nel caso di caparra con effetto traslativo immediato

8.2.2.2 Nel caso di caparra senza effetto traslativo immediato

8.2.3 Trust e caparra

8.2.3.1 Premessa

8.2.3.2 Ragioni della preferibilità dell’utilizzo del trust

9. Trustee di trust testamentario ed esecutore testamentario

9.1 Premessa

9.2 Le analogie

9.3 Le differenze

9.3.1 Configurabilità di un esecutore testamentario non gestore; rapporto fra esecutore testamentario gestore ed erede; controlli di volontaria giurisdizione sulla gestione dell’esecutore testamentario

9.3.2 Assenza di una situazione proprietaria in capo all’esecutore testamentario; effetti della sua attività; possesso dei beni da costui amministrati e sua durata; carattere meramente eventuale del suo ufficio

10. Trust ed istituzione d’erede, legato o donazione gravati da un modus o da un (sub)legato che esauriscono l’intero valore dell’attribuzione

10.1 Nozione di modus; natura giuridica del modus testamentario

10.2 Criterio distintivo fra modus testamentario e legato; natura giuridica del modus apposto ad una donazione

10.3 Ammissibilità di un legato o di un modus che assorbono l’intero valore dell’attribuzione; ammissibilità di un legato o di un modus implicanti l’obbligo di vendere quanto ricevuto mortis causa

10.4 Impossibilità o illiceità del modus e del legato; legittimazione ad agire per l’adempimento del modus o del legato

10.5 Responsabilità intra vires o ultra vires dell’erede; problema se l’erede beneficiato risponda altresì cum viribus

10.6 Responsabilità intra vires del legatario e del donatario; inconfigurabilità di una loro responsabilità cum viribus

10.7 Inadempimento del modus o del legato

10.8 Raffronto fra trust e disposizione mortis causa o inter vivos affetta da modus o legato che assorbe il valore dell’attribuzione

10.8.1 Considerazioni generali;talune fattispecie su cui riflettere

10.8.2 Digressione: non qualificabilità in termini di “donatario” del trustee di trust inter vivos e dubbi sulla qualificabilità in termini di “erede” del trustee di trust mortis causa che abbia relitto a costui la totalità dell’asse o una sua quota indivisa

10.8.2.1 Premessa

10.8.2.2 Parallelismo fra atto di dotazione del trust costituito inter vivos ed atto di dotazione

della fondazione costituita inter vivos

10.8.2.3 Parallelismo fra trust costituito mortis cau sa e fondazione costituita mortis causa

10.8.2.3.1 Quanto al negozio istitutivo

10.8.2.3.2 Quanto al negozio di dotazione

10.8.2.4 Talune implicazioni pratiche dell’eventuale adesione alla tesi che vede nell’atto di dotazione del trust testamentario non già un’istituzione d’erede o un legato, bensì un tertium genus di disposizione

10.8.3 Analogie e differenze

11. Trustee testamentario ed erede che ha accettato con beneficio d’inventario ed è gravato da un modus o da un legato che esauriscono l’intero valore dell’attribuzione

11.1 Le analogie

11.2 Le differenze

12. Trustee e beneficiario; nudo proprietario ed usufruttuario

 

CAPITOLO II

LA CONVENZIONE DELL’AJA 1.7.1985

SULLA LEGGE APPLICABILE AI TRUSTS E

SUL LORO RICONOSCIMENTO

Guida bibliografica

1. Premessa

1.1 Sottoscrizioni e adesioni

1.2 Ratifiche

1.3 Operatività con effetto retroattivo; riserve; denunzia

2. L’articolo 1: ambito di intervento della Convenzione

2.1 Individuazione della legge applicabile ai trusts

2.2 Disciplina del riconoscimento dei trusts

3. L’articolo 2: nozione e caratteristiche essenziali dei trusts

3.1 Trust di modello anglosassone o trust amorfo?

3.2 Elementi del trust amorfo divergenti da quelli propri del trust rientrante nel modello tradizionale inglese

3.2.1 Beni “posti sotto il controllo di un trustee”

3.2.2 Trust in cui disponente e trustee coincidono

3.2.3 Dubbi sulla trilateralità o bilateralità del rapporto e sull’individuazione del soggetto da collocarsi sul lato attivo di detto rapporto

3.3 Il secondo paragrafo dell’art.2

4. Gli articoli 3 e 20: tipologie di trusts cui la Convenzione si applica

4.1 Applicabilità della Convenzione ai trusts espressamente istituiti; sua inapplicabilità agli statutory trusts

4.2 La questione dell’applicabilità o meno della Convenzione ai constructive trusts ed ai resulting trusts

4.2.1 Premessa

4.2.2 Constructive trusts

4.2.2.1 La tesi prevalente dell’inapplicabilità ad essi della Convenzione

4.2.2.2 La preferibile tesi che ritiene applicabile la Convenzione ai constructive trusts aventi

fonte in una sentenza dichiarativa

4.2.3 Resulting trusts

4.2.3.1 La tesi prevalente dell’applicabilità ad essi della Convenzione

4.2.3.2 La preferibile tesi che ritiene applicabile la Convenzione ai resulting trusts aventi fonte

sentenza dichiarativa

4.3 Nozione di trust “provato per iscritto”

5. L’articolo 4: inapplicabilità della Convenzione alle questioni concernenti la validità del negozio di dotazione del trust

5.1 Applicabilità della norma al negozio di dotazione e non anche al negozio istitutivo del trust

5.2 Applicabilità della norma al tema della capacità del disponente, ma non anche a quello della capacità del trustee

5.3 Ipotesi di trust costituito per testamento

5.4 Ipotesi di trust costituito mediante negozio unilaterale fra vivi

5.5 Ipotesi di trust costituito mediante contratto

5.6 Problema dell’inseribilità o meno della rule against perpetuities e della rule against accumulations fra le “questioni preliminari” di cui all’art.4

6. Gli articoli 6 e 7: criteri per l’individuazione della legge regolatrice del trust

6.1 L’articolo 6

6.1.1 Il primo paragrafo: libertà del disponente nella scelta della legge regolatrice

6.1.2 Il secondo paragrafo: conseguenze della scelta di una legge regolatrice di uno Stato “non trust” o della mancata scelta di una legge regolatrice

6.2 L’articolo 7

6.2.1 Principio del collegamento più stretto e criteri per l’individuazione di tale collegamento

6.2.2 Ipotesi di Stato con ordinamento plurilegislativo

6.2.2.1 L’articolo 23

6.2.2.2 L’articolo 24

6.2.2.3 L’articolo 29

7. L’articolo 8: aspetti del trust disciplinati dalla sua legge regolatrice

7.1 Problema se anche le questioni di validità formale dell’atto istitutivo rientrino o meno nella previsione della norma

7.2 Includibilità delle prerogative riservatesi dal disponente ex art.2 ultimo paragrafo nell’ambito delle questioni di validità sostanziale

7.3 Provvedimenti giudiziari stranieri relativi all’amministrazione del trust da riconoscersi nel nostro ordinamento

7.4 Verifica dei poteri del trustee alla luce dell’atto istitutivo e della legge regolatrice del trust

8. L’articolo 9: il fenomeno del dépeçage

9. L’articolo 10: modifica della legge regolatrice del trust

10. L’articolo 5: inapplicabilità della Convenzione se quella che dovrebbe essere (in base agli articoli da 6 a 10) la legge regolatrice del trust non conosce detto istituto

10.1 Considerazioni generali

10.2 Norme applicabili in caso di operatività dell’art.5

10.3 Art.5 e frazionamento della legge regolatrice del trust ex art.9

11. L’articolo 11: effetti necessari ed eventuali del riconoscimento del trust

11.1 Premessa

11.2 Separatezza ovvero segregazione del trust fund

11.3 Implicazioni della separatezza ovvero segregazione del trust fund

11.3.1 Considerazioni generali

11.3.2 Implicazioni per i creditori personali

11.3.3 Implicazioni per i creditori del disponente

11.3.4 Implicazioni per i creditori dei beneficiari

11.4 “Rivendicabilità” dei beni oggetto di trust se il trustee li abbia confusi con i propri ovvero li abbia alienati a terzi in violazione dell’atto istitutivo

11.4.1 Premessa

11.4.2 Il problema dell’individuazione dei possibili strumenti di tutela

11.4.2.1 Considerazioni preliminari

11.4.2.2 Ipotesi di confusione, da parte del trustee, dei beni del trust con i suoi beni personali

11.4.2.3 Ipotesi di alienazione indebita di un bene del trust

11.4.2.3.1 Premessa

11.4.2.3.2 Primo rimedio ipotizzabile: annulla

mento del negozio per conflitto di interessi

11.4.2.3.2.1 (segue) Altri orientamenti

11.4.2.3.3 Secondo rimedio: azione di risarcimento in forma specifica

11.4.2.3.3.1 (segue) Altri orientamenti

11.4.2.3.4 Terzo rimedio: azione revocatoria

11.4.2.3.5 Un diverso modo di impostare il problema dell’alienazione indebita di un bene del trust

11.4.3 Collegamento fra art.11 paragrafo secondo lett. (d) ed art.15 paragrafo primo lett.(f)

12. L’articolo 12: la questione relativa all’ammissibilità o meno di una pubblicità del trust

12.1 Considerazioni generali

12.2 La tesi contraria alla pubblicità

12.3 La prevalente (e preferibile) tesi favorevole alla pubblicità

12.3.1 La dottrina

12.3.2 La giurisprudenza

12.3.3 La prassi

12.3.4 Gli argomenti addotti

12.3.4.1 Natura di norma self executing dell’art.12; scarsa incidenza della ratifica della Conven

zione ove il trust fosse non pubblicizzabile, e come tale non opponibile

12.3.4.2 Inconfigurabilità di una violazione dei principi dell’unicità della proprietà e della tipicità dei diritti reali

12.3.4.3 Critica del dogma dell’unicità e assolutezza del diritto di proprietà

12.3.4.4 Ulteriori argomenti addotti dalla tesi favorevole alla pubblicità del trust

12.3.5 Le concrete modalità di attuazione della pubblicità

12.3.5.1 Il titolo idoneo

12.3.5.2 Iniziali incertezze della dottrina

12.3.5.3 La soluzione della dottrina dominante

12.3.5.4 Un’interessante soluzione minoritaria

12.3.5.5 Una soluzione minoritaria che pare del tutto inaccettabile

12.3.5.6 Cenno sulla pubblicità del trust nel sistema tavolare

13. L’articolo 13: il problema del trust interno

13.1 Premessa

13.2 Problema relativo all’individuazione degli “elementi” importanti del trust

13.2.1 La tesi del collegamento fra l’art.13 e l’art.7

13.2.2 La tesi prevalente

13.3 Prime conclusioni

13.4 Problema relativo all’ammissibilità o meno dei trusts “interni”

13.4.1 La tesi contraria

13.4.1.1 La dottrina

13.4.1.2 La giurisprudenza

13.4.1.3 Gli argomenti addotti

13.4.1.3.1 Carattere non decisivo della lettera dell’art.13; rilevanza dell’art.5; contrasto con taluni principi cardine del nostro ordinamento

13.4.1.3.2 Carattere meramente internazional privatistico della Convenzione; non configurabilità di un’incostituzionale disparità di trattamento fra cittadini italiani e stranieri

13.4.2 La prevalente (e preferibile) tesi favorevole ai trusts interni

13.4.2.1 La dottrina

13.4.2.2 La giurisprudenza

13.4.2.3 La prassi

13.4.2.4 Gli argomenti addotti

13.4.2.4.1 Libertà del disponente nella scelta della legge regolatrice

13.4.2.4.2 Dettato dell’art.13; assenza di una norma interna recante un divieto di riconoscimento

13.4.2.4.3 Irrilevanza dell’argomento fondat sull’art.5

13.4.2.4.4 Assenza di una violazione di principi di ordine pubblico

13.4.2.4.5 Intervenuta erosione dei principi di unicità del diritto di proprietà e di tipicità dei diritti reali; inconferenza del divieto ex art.2740 2° co.cc

13.4.2.4.6 Incostituzionalità della tesi contraria ai trusts interni

13.4.2.5 Implicazioni dell’adesione alla tesi favorevole

13.5 Problema relativo all’ammissibilità o meno di un trust “atipico”

14. Gli articoli 14 e 25: applicabilità di norme più favorevoli al riconoscimento di un trust; prevalenza di altre Convenzioni regolanti le medesime materie

14.1 L’art.14

14.2 L’art.25

15. L’articolo 15: Impossibilità di derogare alle norme imperative individuate dalle regole di conflitto del foro

15.1 Il principio generale

15.2 Le spcifiche applicazioni del principio generale

15.2.1 Norme imperative in tema di minori ed incapaci

15.2.1.1 Impostazione del problema; soluzione prospettata prima dell’entrata in vigore della Convenzione

15.2.1.2 Soluzione prospettata dopo l’entrata in vigore della Convenzione

15.2.1.3 La tesi proposta

15.2.1.4 Vaglio della tesi proposta alla luce di una riflessione sull’art.356 cc

15.2.2 Norme imperative in tema di effetti personali e patrimoniali del matrimonio

15.2.3 Norme imperative in tema di successioni mortis causa

15.2.3.1 Premessa

15.2.3.2 Norme imperative in tema di legittima e collazione

15.2.3.2.1 Premessa

15.2.3.2.2 Esperibilità dell’azione di riduzione

15.2.3.2.3 Problema dell’individuazione del soggetto legittimato passivo rispetto all’azione di riduzione

15.2.3.2.4 Problemi in tema di individuazione del soggetto passivo dell’obbligo di imputazione ex se e dell’obbligo di collazione

15.2.3.2.5 Problemi in tema di individuazione dell’oggetto dell’imputazione ex se e dell’oggetto della collazione

15.2.3.2.6 Problema della collocazione del trust liberale fra vivi nell’ordine delle liberalità riducibili

15.2.3.2.7 Il divieto di pesi o condizioni sulla legittima

15.2.3.2.8 Norme imperative in tema di legittima e trusts a favore di soggetti portatori di handicap

15.2.3.2.9 Conclusioni; ipotesi in cui le norme di conflitto del foro conducano ad una normativa straniera più permissiva della nostra in tema di legittima

15.2.3.3 I divieti di fedecommesso, di usufrutto o rendita successiva, di patti successori istitutivi

15.2.3.3.1 Premessa

15.2.3.3.2 Il divieto di fedecommesso

15.2.3.3.2.1 Il divieto di fedecommesso testamentario

15.2.3.3.2.2 Trust e fedecommesso testamentari

15.2.3.3.2.2.1 Differenze fondate sulle modalità di acquisto e sul contenuto dei diritti

15.2.3.3.2.2.2 Ulteriori differenze: diverse modalità operative della separazione patrimoniale e mancanza di una violazione delle rationes legis sottese al divieto di fedecommesso

15.2.3.3.2.2.3 Ipotesi in cui le norme di conflitto del foro conducano ad una normativa straniera più permissiva della nostra in tema di fedecommesso

15.2.3.3.2.3 Il divieto di fedecommesso in tema di donazione

15.2.3.3.2.3.1 Considerazioni generali

15.2.3.3.2.3.2 Trust e fedecommesso contenuto in una donazione

15.2.3.3.2.4 Precisazione in tema di rapporto fra trust discrezionale e fedecommesso

15.2.3.3.3 I divieti di attribuzioni successive, mortis causa o fra vivi

15.2.3.3.3.1 Il divieto del legato di usufrutto o rendita successivi

15.2.3.3.3.2 Il divieto di usufrutto successivo in tema di donazione

15.2.3.3.4 Il divieto dei patti successori istitutivi

15.2.3.3.4.1 Nozione di patto successorio istitutivo

15.2.3.3.4.2 Il mandato post mortem

15.2.3.3.4.3 La figura di contratto a favore di terzo prevista dall’art.1412 cc ed il patto successorio istitutivo indiretto

15.2.3.3.4.3.1 Considerazioni generali

15.2.3.3.4.3.2 Una particolare fattispecie di deposito bancario

15.2.3.3.4.4 Disamina di talune fattispecie di trust alla luce del divieto dei patti successori istitutivi

15.2.3.3.4.4.1 Fattispecie oggetto di riflessione

15.2.3.3.4.4.2 Non configurabilità di una violazione del divieto

15.2.3.3.4.4.3 Deposito bancario revocabile a favore di terzo e Totten trust

15.2.3.3.4.4.4 Un’ulteriore fattispecie di trust su cui riflettere

15.2.3.3.5 Conclusioni in tema di rapporto fra trust e patti successori

15.2.3.4 Altre norme imperative in materia successoria

15.2.4 Norme imperative in tema di trasferimento della proprietà e di garanzie reali

15.2.4.1 Norme imperative in tema di trasferimento della proprietà

15.2.4.2 Norme imperative in tema di garanzie reali; in particolare il divieto del patto commissorio

15.2.4.2.1 Considerazioni generali

15.2.4.2.2 Disamina, alla luce del divieto, di una fattispecie di trust costituito dal debitore a scopo di garanzia

15.2.4.2.3 Realizzazione di un lease back me diante trust

15.2.4.2.4 Trust costituito dal debitore a scopo di garanzia e principio della par condicio creditorum

15.2.5 Norme imperative in tema di protezione dei creditori caso di insolvibilità

15.2.6 Norme imperative in tema di protezione dei terzi di buona fede per ragioni diverse dall’insolvibilità del debitore

15.3 Il secondo paragrafo dell’art.15

16. L’articolo 16: esigenza di rispettare in ogni caso le norme di applicazione necessaria

16.1 Il primo paragrafo

16.2 I paragrafi secondo e terzo

17. L’articolo 18: il limite dell’ordine pubblico

18. L’articolo 19: la libertà dei singoli Stati nel dettare la disciplina fiscale del trust (bibliografia)

19. L’articolo 21: universalità della Convenzione

 

CAPITOLO III

GIURISPRUDENZA ITALIANA IN TEMA DI TRUSTS

Guida bibliografica

1. Pronunzie anteriori all’entrata in vigore del codice civile del 1942

1.1 App.Cagliari 12.5.1898 e Cass.Roma 21.2.1899

1.1.1 App.Cagliari 12.5.1898

1.1.1.1 La fattispecie concreta

1.1.1.2 La decisione

1.1.2 Cass.Roma 21.2.1899

1.2 Cass.Napoli 29.3.1909

2. Pronunzie posteriori all’entrata in vigore del codice civile del 1942, ma anteriori all’entrata in vigore della Convenzione dell’Aja

2.1 Trib.Oristano 15.3.1956

2.1.1 Il fatto; l’affermazione di incompatibilità del trust con i principi del nostro ordinamento

2.1.2 Le conclusioni

2.2 Trib.Casale Monferrato (decr.) 13.4.1984

3. Pronunzie posteriori all’entrata in vigore della Convenzione dell’Aja

3.1 Trib.Milano (decr.) 27.12.1996

3.2 Trib.Genova (decr.) 24.3.1997

3.3 Trib.Genova (decr.) 17.4.1997 ed altri provvedimenti di omologa di trust companies italiane (rinvio)

3.4 Trib.Lucca 23.9.1997

3.4.1 Il fatto; dubbia natura di trust “interno” del negozio testamentario

3.4.2 La decisione: considerazioni preliminari

3.4.3 (segue) Conclusioni: il trust non è nullo, ma semplicemente riducibile

3.4.4 (segue) Una probabile svista del decisum

3.5 App.Milano 6.2.1998

3.6 Pret.Roma (ord.) 13.4.1999 e Trib.Roma (ord.) 2.7.1999

3.7 Trib.S.Maria Capua a Vetere (decr.) 14.7.1999

3.8 Trib.Chieti (decr.) 10.3.2000

3.9 GIP Trib.Alessandria (decr.) 5.4.2000 e Trib.Alessandria (ord.) 2.5.2000

3.9.1 Il fatto

3.9.2 Le due decisioni

3.9.3 Alcune osservazioni

3.10 Trib.Bologna (decr.) 18.4.2000



CAPITOLO IV

ATTIVITA’ NOTARILE IN MATERIA DI TRUSTS

Guida bibliografica

1. Premessa

2. Trust ed art.27 l.not.

2.1 Impostazione del problema

2.2 La questione del rapporto fra giudice e normativa straniera; inestendibilità delle conclusioni ivi raggiunte al rapporto fra notaio e normativa straniera

2.2.1 Situazione prima della legge 218/1995

2.2.2 Situazione dopo la legge 218/1995

3. Atti relativi a trusts e responsabilità disciplinare e civile del notaio

3.1 Premessa

3.2 Responsabilità disciplinare

3.2.1 Responsabilità disciplinare in caso di redazione di un atto istitutivo di trust

3.2.2 Responsabilità disciplinare in caso di redazione di un atto implicante un acquisto da parte del trustee con beni tratti dal trust fund ovvero un suo atto dispositivo di beni del trust fund

3.2.2.1 Considerazioni generali ed impostazione dei problemi

3.2.2.2 Problema della rilevanza o meno dell’art.54 reg.not.

3.2.2.3 Problema del rapporto fra art.54 reg.not. ed art.28 1° co. n°1 l.not.

3.2.2.4 Problema se possa altrimenti venire in questione l’art.28 1° co. n°1 l.not.

3.2.3 Responsabilità disciplinare in caso di ricezione in deposito di un atto relativo ad un trust e redatto all’estero

3.3. Cenni sulla responsabilità civile

4. Adempimenti in tema di trascrizione (rinvio)



PARTE TERZA

MATERIALI

1. Convenzione dell’Aja 1.7.1985

1.1 Testo ufficiale (versione inglese e francese)

1.2 Traduzione non ufficiale in lingua italiana

1.3 Legge di ratifica 364/1989

2. Pubblicità del trust

2.1 Trascrizione effettuata a Treviso in data 19.1.1999

2.2 Trascrizione effettuata ad Aosta in data 11.2.1999

2.3 Nota diramata dal Ministero delle Finanze in relazione alla trazione di cui al § 2.2

2.4 Trascrizione effettuata a Genova il 12.6.1999

2.5 Iscrizione del registro imprese effettuata a Napoli in data 9.11.1998

2.6 Iscrizione nel registro imprese effettuata a Firenze in data 15.2.1999

3. Documentazione relativa alla costituzione di trust companies italiane

3.1 Atto costitutivo di trust company con sede in Firenze in forma di s.r.l. unipersonale

3.2 Omologa del Trib. di Firenze in data 34.5.2000

3.3 Visura camerale

3.4 Estratto dello statuto di trust company con sede in Genova

4. Circolare A.B.I. 26.10.1999

5. Proposte di legge in tema di trust

5.1 Proposta di legge “Paissan” del 14.12.1998 recante “norme in materia di trust a favore di soggetti portatori di handicap

5.2 Proposta di legge del 11.11.1999 recante “disciplina del trust”

5.3 Proposta di legge della Consulta Nazionale sui Trusts del 8.9.1999 recante “riforma delle società fiduciarie e disciplina del trust”

6. Attribuzione di codice fiscale ad un trust

7. Trustees Delegation Act 1999

8. Trustee Bill (proposta di legge in corso di approvazione)

 

ELENCO DELLE PRINCIPALI ABBREVIAZIONI

ACa Appeal Cases

ACh Appeals in Chancery

ADCSL Annuario di diritto comparato e studi legislativi

AELR All England Law Reports

AJCL American Journal of Comparative Law

ALR Australian Law Reports

ASDI Annuaire Suisse de Droit International

ATK Atkinsons Quarter Sessions Records (in English Reports vol.26)

BBTC Banca, Borsa e Titoli di Credito

Ber Bevan (in English Reports, voll.4855)

CCR Cox Chancery Reports (in English Reports, voll.7677)

CHD Chancery Division

CHR Chancery Reports

CI Contratto e Impresa

CIE Contratto e Impresa Europa

CILR Cayman Islands Law Reports

CL Clunet

CLR Columbia Law Review

Contr I Contratti

CorG Il Corriere Giuridico

CorT Il Corriere Tributario

CS I Consigli di Stato

DC Il Diritto Commerciale

DCI Diritto del Commercio Internazionale

DF Il Diritto Fallimentare (e delle società commerciali)

DFP Il Diritto di Famiglia e delle Persone

DG Diritto e Giurisprudenza

DLR Dominion Law Reports

DPS Diritto e Pratica delle Società

DPT Diritto e Pratica Tributaria

EDP Europa e Diritto Privato

F Il Fisco

Fa Il Fallimento

FI Il Foro Italiano

FP Il Foro Padano

GC Giustizia Civile

GCE Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee

GCo Giurisprudenza Commerciale

GD Guida al Diritto

GI Giurisprudenza Italiana

GIT Giurisprudenza Toscana

GM Giurisprudenza di Merito

GU Gazzetta Ufficiale

GVCI Gazzetta Valutaria e del Commercio Internazionale

HLR Harvard Law Review

ICLQ International and Comparative Law Quarterly

ILM International Legal Materials

IO Italia Oggi

JC Juris Classeur

JDI Journal du Droit International

JDIP Journal de Droit International Privé

JLR Jersey Law Reports

JUS Jus

LQR Law Quarterly Review

LR Law Reports

LT Law Times Reports

MB Mondo Bancario

MER Merivale (in English Reports, voll.3536)

MFI Il Massimario del Foro Italiano

MGI Il Massimario della Giurisprudenza italiana

N Il Notaro

NGCC La Nuova Giurisprudenza Civile Commentata

NLCC Le Nuove Leggi Civili Commentate

No Notariato

NSWLR New South Wales Law Reports

NZLR New Zealand Law Reports

Q Quadrimestre

RaDC Rassegna di Diritto Civile

RassGU Rassegna Giuridica Umbra

RC Revue Critique

RCP Responsabilità civile e previdenza

RDC Rivista di Diritto Civile

RDCI Rivista di Diritto Commerciale Internazionale

RDCo Rivista di Diritto Commerciale

RDCou Recueil des Cours

RDe Rep.Defrénois

RDIn Rivista di Diritto Internazionale

RDIp Rivista di Diritto Ipotecario

RDIPP Rivista di Diritto Internazionale Privato e Processuale

RDoC Rivista dei Dottori Commercialisti

RDP Rivista del Diritto Processuale

RDPriv Rivista del Diritto Privato

RDTrib Rivista di Diritto Tributario

RFI Repertorio generale annuale Foro Italiano

RGC Repertorio Giustizia Civile

RIL Rivista Italiana del Leasing

RN Rivista del Notariato

RS Rivista delle Società

RT Rassegna Tributaria

RTDPC Rivista Trimestrale di Diritto e Procedura Civile

RZ Rabels Zeitschrift

SCCh Selected Cases in Chancery

SCR Swanston Chancery Reports (in English Reports, vol.36)

SI Studium Iuris

SJ Semaine Juridique

SO Il Sole 24 Ore

Soc Le Società

TAF Trusts e attività fiduciarie

TG Tribuna Giudiziaria

TLG Toscana Lavoro Giurisprudenza

TR Temi Romana

Tri Tributi

VES Vesey Junior Chancery Reports (in English Reports, voll. 3034)

VN Vita Notarile

WEB Sito web dell’Associazione “Il Trust in Italia”, indirizzo w.w.w.iltrustinitalia.it

WLR Weekly Law Reports

YLJ Yale Law Journal

 

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