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Tribunale di Reggio Emilia 14 maggio 2007

Il trust auto-dichiarato istituito a beneficio dei creditori sociali su beni immobili di proprietà del socio accomandatario di una società in fase di ristrutturazione, ai sensi dell’art. 182 bis LF, ha una causa meritevole di tutela, consistente nel proteggere il patrimonio destinato ai creditori sociali che abbiano accettato il piano di ristrutturazione dalle pretese di quei creditori che siano rimasti estranei all’accordo, vantino crediti contestati e intendano eludere la par condicio creditorum con azioni mirate ad ottenere un pagamento più elevato.

La semplice presenza di indizi che conducano a ritenere possibile che un tale trust sia sham, e quindi tamquam non esset (riserva del diritto di abitazione in capo al disponente, coincidenza tra trustee e disponente, mancanza di un guardiano, mancanza del “libro degli eventi del trust”, incertezza sulla concreta attività del trustee), non rileva in sede di procedura esecutiva essendo materia da discutersi nell’ambito del giudizio di merito relativo all’opposizione all’esecuzione.

L’art. 2740 cc non costituisce più, da diverso tempo, principio supremo e inderogabile dell’ordinamento italiano stanti le eccezioni introdotte con diverse deroghe legislative e con la ratifica della Convenzione de L’Aja sui trust e sul loro riconoscimento, con particolare riferimento all’art. 11. D’altronde, l’art. 2645-ter cc ha contribuito in maniera decisiva a svuotare di significato la norma in questione consentendo la trascrivibilità e opponibilità ai terzi di atti, anche atipici, che imprimano su un certo bene un vincolo di destinazione volto a realizzare interessi meritevoli di tutela.

L’art. 2645-ter cc non è norma che legittima la trascrivibilità del trust essendo questa già ampiamente ammessa dalla giurisprudenza precedente l’introduzione della norma: essa, quindi, è da considerarsi mera conferma di una prassi preesistente. La trascrivibilità del trust nel Pubblici Registri italiani, infatti, discende in primo luogo dall’art. 12 della ratificata Convenzione de L’Aja sui trust e sul loro riconoscimento.

Deve essere sospesa la procedura esecutiva immobiliare promossa su beni vincolati in un trust auto-dichiarato in favore dei creditori sociali che abbiano aderito ad un piano di ristrutturazione aziendale in attesa dell’esito del processo di cognizione circa la validità del trust medesimo e la sua opponibilità a tutti i creditori.

Provvedimento massimato dall’Avvocato Saverio Bartoli (riproduzione riservata)

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