Studio Legale Saverio Bartoli Italy-Trust Lawyers Italy-Trust Lawyers
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Tribunale di Firenze 30 ottobre 2002

Caio, già separato consensualmente da Caia, dalla quale ha avuto una figlia minorenne, durante il matrimonio ha costituito: a) un fondo patrimoniale avente ad oggetto un immobile, nel cui atto costitutivo vi è clausola che esonera dall’autorizzazione giudiziale in presenza di figli minorenni (cioè che deroga all’art.169 cc) solo con riferimento agli atti volti a “vincolare” beni del fondo patrimoniale; b) un trust avente ad oggetto l’intera partecipazione di cui Caio è titoIare in una s.r.l. immobiliare unipersonale e del quale sono beneficiari del reddito i figli nati e nascituri di Caio, nonché Caio stesso, e beneficiari finali i figli del disponente. I coniugi adiscono il giudice ex artt.710-711 c.p.c. chiedendo (“al primario fine di tutelare maggiormente la figlia minore) l’omologa delle prospettate modifiche delle condizioni di separazione, autorizzandoli a trasferire ai trustees del trust di cui sub b) l’immobile oggetto del fondo patrimoniale. Il Tribunale, nonostante il parere favorevole espresso dal Pubblico Ministero: 1) dichiara inammissibile il ricorso per l’estraneità delle proposte modifiche al contenuto ed alla causa tipici degli accordi di separazione; 2) interpreta ed esamina il ricorso come istanza ex art.169 cc volta a conseguire l’autorizzazione ad “alienare” il bene oggetto del fondo patrimoniale ai trustees del trust in oggetto e ritiene di doverlo respingere per mancanza dell’utilità o necessità evidente richieste da detta norma (in particolare perché, a fronte dell’alienazione del bene ai trustees, non è prevista alcuna prestazione corrispettiva, risultandone così impedita l’operatività del meccanismo del reimpiego e della surrogazione reale, il quale consentirebbe di sostituire il bene alienato con altro bene idoneo a costituire oggetto del fondo patrimoniale (a tale riguardo il giudice, pur ammettendo che “il trust destinatario del trasferimento ha effetti voluti e analoghi a quelli del fondo patrimoniale”, anche in considerazione del fatto che la cerchia dei beneficiari è stata ivi individuata dal disponente all’interno della famiglia nucleare, ritiene che il passaggio del bene immobile dal regime del fondo patrimoniale a quello del trust comporterebbe una diminuzione delle prospettive di tutela della figlia minorenne dei ricorrenti, in quanto eventuali futuri atti di alienazione da parte del trustee non sarebbero soggetti a quelle autorizzazioni giudiziali necessarie, invece, ai genitori ove permanesse il regime del fondo patrimoniale stante l’estensione ai soli atti volti a vincolare i beni del fondo contenuta nella summenzionata clausola in deroga all’art.169 cc).

Provvedimento massimato dall’Avvocato Saverio Bartoli (riproduzione riservata)

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