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La Convenzione de L'Aja sul riconoscimento dei trusts

La Convenzione de L'Aja sul riconoscimento dei trusts

- II- GLI EFFETTI DELLA RATIFICA

di Saverio Bartoli (estratto da: a cura di M. Bianca e Alessandro de Donato, AA. VV., Dal trust all'atto di destinazione patrimoniale. Il lungo cammino di un'idea, Milano 2013)

Sommario: 1. Il trust interno e le principali questioni ad esso inerenti - 1.1. La questione dell’ammissibilita` o meno del trust interno - 1.2. La questione dell’ammissibilita` o meno del cosiddetto trust ‘‘statico’’ o ‘‘autodichiarato’’ - 1.3. La questione dell’ammissibilita` o meno della pubblicita` del trust interno - 2. La questione del rapporto fra trust e negozio di destinazione ex art. 2645-ter c.c. - 2.1. La questione dell’incidenza o meno della nuova norma sui temi dell’ammissibilita` del trust interno e della sua pubblicita` - 2.2. La questione se la disciplina contenuta nell’art.2645-ter c.c. possa o meno, in tutto o in parte, applicarsi ai trusts interni - 2.3. La questione dell’alternativita` fra negozio di destinazione ex art. 2645-ter c.c. e trust

1. Il trust interno e le principali questioni ad esso inerenti
1.1. La questione dell’ammissibilita` o meno del trust interno

Per effetto della legge di ratifica 16.10.1989 n. 364, in data 1.1.1992 e` entrata in vigore in Italia la Convenzione de L’Aja 1.7.1985 sulla legge applicabile ai trusts e sul loro riconoscimento (d’ora in avanti: la Convenzione)[1].

Il problema ermeneutico principale che si e` posto relativamente a tale Convenzione[2] e` se, in virtu` di essa, possa o meno ritenersi ammissibile, nel nostro ordinamento, la figura negoziale del cosiddetto ‘‘trust interno’’[3]... (la versione completa di questo capitolo è reperibile su: a cura di M. Bianca e Alessandro de Donato, AA. VV., Dal trust all'atto di destinazione patrimoniale. Il lungo cammino di un'idea, Milano 2013).

[1] Lo stato delle sottoscrizioni e delle ratifiche della Convenzione da parte dei vari Stati è consultabile al link http://www.hcch.net/index_en.php?act=conventions.status&cid=59.

[2] La quale, ovviamente, impone all’Italia il riconoscimento di trusts “stranieri”, cioè muniti di obiettivi collegamenti con ordinamenti di altri Stati: si pensi ad un trust avente ad oggetto immobili ubicati in Inghilterra ed il cui disponente è cittadino americano.

[3] Tale espressione e` stata coniata da un autore — cfr. M.LUPOI, Il trust nell’ordinamento giuridico italiano dopo la Convenzione dell’Aja del 10 luglio 1985, Vita Not. 1992, 976; Id., Introduzione ai trusts, Milano 1994, 148 ss. — gia` all’indomani dell’entrata in vigore della Convenzione ed e` stata da egli ripresa anche in successivi lavori, fra cui — cfr.M.LUPOI, Trusts, Milano 2001, 536 — la sua nota monografia).

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