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Giurisprudenza penale sul trust

In questa sezione è raccolta la giurisprudenza penale di merito e di legittimità più rilevante in materia di trust.

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Cassazione penale n.47827/2017 – 17 ottobre 2017

In tema di sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte, nel caso in cui sia stato costituito un fondo patrimoniale per fare fronte ai bisogni della famiglia, è necessario individuare quali siano gli aspetti dell’operazione economica che dimostrino la strumentalizzazione della causa tipica negoziale allo scopo di evitare il pagamento del debito tributario, e non è ipotizzabile una sostanziale inversione dell’onere della prova. Sotto il profilo della idoneità degli atti a pregiudicare l’esecuzione coattiva, sia sotto il profilo della prova della sussistenza del dolo specifico di frode, s’impone la necessità di dimostrare che la costituzione del fondo patrimoniale abbia in concreto messo in pericolo la garanzia patrimoniale.

Provvedimento massimato dall’Avvocato Fabio Clauser (riproduzione riservata)

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Cassazione penale n.36801/2017 – 25 luglio 2017

Il trust si sostanzia nell'affidamento ad un terzo di determinati beni perché questi li amministri e gestisca quale proprietario per poi restituirli, alla fine del periodo di durata del trust, ai soggetti indicati dal disponente. Presupposto dell'istituto è che il disponente perda la disponibilità di quanto abbia conferito in trust, al di là di determinati poteri che possano competergli in base alle norme costitutive. Tale condizione è ineludibile al punto che, ove risulti che la perdita del controllo dei beni da parte del disponente sia solo apparente, il trust è nullo (sham trust) e non produce l'effetto segregativo che gli è proprio.

In materia di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte (art. 11 D.lgs. 74/200) l’onere di provare la ricorrenza di uno sham trust grava sul pubblico ministero ed è quello proprio dei negozi simulati: pur potendo la prova essere offerta con qualsiasi idoneo mezzo e quindi anche mediante indizi gravi, precisi e concordanti, non può rimanere circoscritta ad elementi di rilevanza meramente oggettiva, ma deve necessariamente proiettarsi anche su dati idonei a rivelare in modo convincente i profili di carattere soggettivo, essendo peraltro previsto il dolo specifico.

Provvedimento massimato dall’Avvocato Fabio Clauser (riproduzione riservata)

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Cassazione penale n.9229/2016 – 6 marzo 2016

Confermata da Cass. n.8041/2017 (testo reperibile sul sito Diritto Bancario)

Il rapporto che lega il trustee ai beni conferiti in trust non è assimilabile ad una posizione dominicale piena tale da esautorare il disponente, dovendosi, per converso, riconoscere che sui beni permanga, quanto meno sotto il profilo della loro destinazione, un vincolo riconducibile alla volontà dell’originario disponente che pertanto conserva, pur dopo la costituzione del trust, una forma di dominio sui beni ad esso conferiti.

Ai fini della assoggettabilità dei beni a sequestro, la pubblica accusa deve dare prova dell’esistenza di uno scarto fra la realtà apparente (da cui risulta che il bene si trova nella disponibilità effettiva del trustee) e la realtà effettiva (da cui emerge invece una disponibilità dei beni da parte del disponente).

Provvedimento massimato dall’Avvocato Fabio Clauser (riproduzione riservata)

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Cassazione penale n.40534/2015 – 9 ottobre 2015

In tema di sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte, può essere disposto il sequestro per equivalente anche nel caso di rinuncia di ogni pretesa creditoria a seguito dell’annullamento degli atti di accertamento da parte della Commissione Tributaria, laddove tali provvedimenti, pur esecutivi, non siano definitivi e possano essere impugnati, purché non emerga che l’Agenzia delle Entrate abbia dichiarato definitivamente l’insussistenza del debito. Deve infatti rilevarsi che le sentenze della Commissione tributaria regionale che annullano gli accertamenti dei debiti tributari rispetto ai quali è contestata la fattispecie di cui al D.Lgs. n. 74 del 2000, art. 11, pur essendo provvisoriamente esecutive, non fanno venire meno in via definitiva la pretesa tributaria, essendo soggette ad impugnazione con ricorso per cassazione.

Il decreto con cui viene disposto il sequestro di beni in un trust istituito dall'indagato può essere ritenuto un provvedimento coerente, laddove il trustee sia un soggetto vicinissimo all'indagato, cosicché l'indagato conservi la sostanziale disponibilità dei beni.

Provvedimento massimato dall’Avvocato Fabio Clauser (riproduzione riservata)

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Cassazione penale n.50672/2014 – 3 dicembre 2014

In tema di trust e di appropriazione indebita da parte del trustee assumono rilevanza preminente sia il vincolo di destinazione che grava sui beni, sia l'esistenza di beneficiari del negozio fiduciario. A favore di questi ultimi deve indirizzarsi tutta l'attività di gestione dei beni e rapporti conferiti nel trust: l'intestazione formale del diritto di proprietà al trustee ha dunque valenza di proprietà temporale, sostanziata dal possesso del bene, sicuramente diversa da quella delineata nell'art.832 c.c. e svincolata dal potere di disporre dei beni in misura piena ed esclusiva.

Il potere esercitato dal trustee sui beni conferiti in trust, vincolato dal programma fiduciario, sembra dunque riconducibile al concetto generale di possesso penalmente rilevante.

La violazione del vincolo funzionale e la destinazione di beni conferiti in trust a finalità proprie del trustee e/o a finalità diverse da quelle per realizzare le quali il trust è stato istituito concreta quella interversione del possesso in proprietà che costituisce l’essenza del reato di appropriazione indebita.

Provvedimento massimato dall’Avvocato Fabio Clauser (riproduzione riservata)

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