Consulenza ed Assistenza nei Procedimenti Giudiziari Riguardanti Trust, Atti di Destinazione e Negozi di Affidamento Fiduciario

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In relazione a questi tre istituti, ben può accadere di dover ricorrere all'autorità giudiziaria, tanto in sede contenziosa, quanto di volontaria giurisdizione. 

A titolo meramente esemplificativo, si indicano pertanto alcune ipotesi operative.

In primo luogo (ed è il caso statisticamente più frequente), tali atti potrebbero essere stati stipulati dal Disponente in pregiudizio dei creditori: costui, in particolare, potrebbe essere un imprenditore ovvero una società in crisi o addirittura insolvente, nel qual caso per affrontare la questione appare indispensabile un'approfondita conoscenza non solo del diritto regolante i tre istituti in esame, ma anche della legge fallimentare e del  Codice della Crisi di Impresa e dell'Insolvenza (su questo argomento l’Avvocato Bartoli, nel 2017, ha pubblicato una monografia dal titolo:"Trust, negozi di destinazione e legge fallimentare").

In casi del genere, oltre ai classici rimedi dell'azione revocatoria ordinaria (art.2901 cc) o in sede concorsuale (art.67 legge fallimentare, corrispondente all'art.166 Codice della Crisi di Impresa e dell'Insolvenza), meritano di essere menzionati:

  • il pignoramento diretto dei beni destinati (ex art.2929-bis cc) o la loro diretta acquisizione alla massa da liquidare (ex art.64 secondo comma legge fallimentare, corrispondente all'art.163 secondo comma Codice della Crisi di Impresa e dell'Insolvenza);
  • l’azione di nullità (la quale, più in generale, viene in questione in tutte le ipotesi in cui l'atto sia stato malamente redatto: su questo tema  l’Avvocato Bartoli, nel 2008, ha pubblicato una monografia dal titolo:"Le clausole dei trusts interni");
  • l’azione di scioglimento per impossibilità sopravvenuta;
  • la richiesta di cancellazione della cancellazione dal Registro Imprese indebitamente ottenuta dalla società disponente dopo aver stipulato un trust, un atto di destinazione o un negozio di affidamento fiduciario con finalità liquidatorie.

In secondo luogo, può accadere che il soggetto titolare dei beni destinati (cioè, rispettivamente il trustee, il gestore o l'affidatario):

  • si rifiuti di trasferire i beni al soggetto che, per qualsiasi ragione, gli deve subentrare nell'ufficio;
  • si rifiuti di trasferire i beni ai beneficiari finali;
  • disponga dei beni in violazione di quanto previsto nel negozio istitutivo, rendendo in tal modo necessario il loro recupero;
  • sia ad altro titolo inadempiente rispetto ai propri obblighi, come ad esempio quello di rendiconto.

In casi del genere sono possibili non solo la revoca di tale soggetto (che deve avvenire in sede giudiziaria laddove il negozio non preveda meccanismi stragiudiziali di revoca), ma anche varie azioni quali:

  • quella di rendiconto;
  • quella di risarcimento del danno;
  • quella volta a conseguire, ex art.2932 cc, il trasferimento coattivo dei beni.

In terzo luogo, l'atto potrebbe aver leso le pretese successorie di soggetti legittimati del disponente

In questo caso vengono in questione l'azione di riduzione e quella di restituzione (a questo argomento l’Avvocato Bartoli, nel 2017, ha dedicato l'ultimo capitolo della monografia dal titolo:"La tutela del patrimonio familiare. Trust, atto di destinazione e affidamento fiduciario".

In quarto luogo, fra i soggetti interessati vi sono incapaci (minori, beneficiari di amministrazione di sostegno, interdetti o inabilitati)

In questo caso può essere necessario rivolgersi all'autorità giudiziaria in sede di volontaria giurisdizione: si pensi all'esigenza di ottenere l'autorizzazione ad accettare una posizione beneficiaria.

Ben si comprende quanto sia importante poter disporre di una consulenza specialistica qualificata in questa assai complessa materia, alla quale l'Avvocato Saverio Bartoli ha dedicato, nel corso degli anni, numerosi saggi e monografie.

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