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Cassazione n.11402/2019 - 30 aprile 2019

Con le pronunce nn.11401 e 11402 del 30 aprile 2019, la Corte di Cassazione ha ritenuto applicabile l’imposta di registro in misura fissa, in luogo dell’imposta di donazione, nel caso di trasferimento di proprietà a titolo gratuito di immobili dal mandante al mandatario, in forza di un mandato senza rappresentanza per la vendita degli stessi.

Per giungere a tale conclusione, la Suprema Corte rileva che nel caso di un conferimento di mandato senza rappresentanza, il trasferimento a titolo gratuito della proprietà dell’immobile dal mandante al mandatario configura un’operazione meramente strumentale all’esecuzione del mandato. In particolare, nel caso di specie, veniva conferito un mandato senza rappresentanza ad alienare un bene immobile e correlativamente veniva trasferita la proprietà dello stesso dal mandante al mandatario. La Corte di Cassazione, attraverso il richiamo alle consolidate pronunce di legittimità in tema di trust, ha identificato l’operazione non solo come strumentale agli obiettivi perseguiti, ma altresì come sostanzialmente neutra, in quanto la proprietà del bene immobile rimane in realtà in capo al mandante. Dunque, l’operazione di trasferimento a titolo gratuito del bene immobile non comporta nessun tipo di arricchimento della sfera patrimoniale del mandatario, tale da giustificare l’applicazione dell’imposta sulle successioni e donazioni. Ne deriva che, laddove sussista un’operazione che non genera nessun trapasso di ricchezza, o di effettivo arricchimento del patrimonio del mandatario, non è possibile configurare l’applicazione dell’imposta sulle donazioni.

Viene così affermato che “secondo il più recente orientamento, è da privilegiare la interpretazione costituzionalmente orientata del citato D.L. 3 ottobre 2006, ridetto art. 2, commi 47 e segg., la quale, con confacente richiamo dell'art. 53 Cost., comma 1, circoscrive la applicazione della suddetta norma tributaria, correlandola, in senso restrittivo, al rilievo della capacità contributiva comportata dal trasferimento del bene; sicché, quando il conferimento costituisce un atto sostanzialmente “neutro” che non arreca un reale ed “effettivo incremento patrimoniale (al) beneficiario” meramente formale della attribuzione, resta esclusa la ricorrenza di alcun “trapasso di ricchezza suscettibile di imposizione indiretta” (così da ultimo: Sez.5, ordinanza n. 1131 del 17 luglio 2018, dep. il 17 gennaio 2019, n. m.; cui a dd e Sez. 5, sentenza n. 21614 del 26/10/2016, Rv. 641558 - 01; Sez. 5, sentenza n. 975 del 17/01/2018, Rv. 646913 - 01; Sez. 5, sentenza n. 15469 del 13 giugno 2018, n. m.; Sez. 5, ordinanza n. 31445 del 5/12/2018, Rv. 652134 - 01; Sez. 5, ordinanza n. 31446 del 5/12/2018, n. m.). Siffatto principio di diritto merita di trovare applicazione anche in relazione al caso in esame del trasferimento, a titolo gratuito, dell'immobile alienando operato dal mandante in capo al mandatario senza rappresentanza, al fine della esecuzione del mandato alla vendita. Sotto il pregnante e decisivo profilo della capacità contributiva il trasferimento in parola risulta, infatti, manifestamente neutro in quanto non comporta alcun sostanziale “trapasso di ricchezza” e definitivo arricchimento della sfera patrimoniale del mandatario, atteso che costui è gravato (per l'adempimento dei mandato) dalle correlate obbligazioni di trasferire al terzo acquirente il bene (del quale è intestatario meramente formale), e di corrispondere al mandante il relativo prezzo, ovvero - qualora il mandato non possa essere adempiuto - dalla obbligazione di retrocedere il bene al mandante.

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